Manlio Canepa

lapide_manliocanepadal racconto del nipote Manlio Brusaca

Manlio Canepa figlio primogenito di Domenico, fonditore alla Pertusola e di Emilia Lazzarini maestra elementare nasce a S. Terenzo l’8 giugno 1892. Qui trascorre l’infanzia con le sorelle Tilde e Giuseppina, la prima nata nel 1893 e la seconda nel 1899, frequenta la scuola elementare, poi l’avviamento, quindi si iscrive all’Istituto Nautico a Camogli.

Manlio trascorre gli anni della giovinezza nella bella baia di S.Terenzo, che molti anni prima precisamente nel 1822 aveva conosciuto la fama grazie alla presenza di illustri ospiti, i poeti inglesi Byron e Shelley che in quegli anni soggiornarono a Villa Magni e gli altrettanto famosi Paolo Mantegazza, Sem Benelli, il pittore Arnlod Böcklin e la scrittrice Virginia Woolf.

La felice posizione del piccolo e esclusivo paese con le case che nascevano direttamente sulla spiaggia, il completo isolamento del borgo chiuso da una cerchia di dolcissime colline verdeggianti, raggiungibile più agevolmente dal mare che da terra, ne fecevano un luogo di rifugio ideale per un soggiorno tranquillo.
Nonostante le trasformazioni che si sono succedute nel tempo, nel 1888 venne costruita la strada litoranea che collega il paese con Lerici, S.Terenzo ha mantenuto nel tempo il suo aspetto di borgo ligure, con le case multicolori, strette e abbracciate l’una all’altra ed è qui che Manlio è rimasto fino 1916, anno in cui come tanti giovani viene chiamato alle armi. Contrariamente agli studi conseguiti, (si era diplomato all’Istituto Nautico di Camogli), viene arruolato nel 232º Reggimento di Fanteria e nel 1917 all’età di venticinque anni, il 19 di agosto sul Monte Vodice, altura simbolo della Grande Guerra, situata a nord-est di Gorizia, muore, in seguito alle ferite riportate da pallottola di mitragliatrice.
Viene sepolto nel campo come risulta da verbale firmato dall’ufficiale d’amministrazione del 232º Reggimento Fanteria Comandante Feninelli Fernando.

La Grande Guerra, costata milioni di morti ai popoli europei, è stata una delle più grandi tragedie del ventesimo secolo.
La sola Italia, nella totalità del proprio sforzo bellico che risultò determinante al fine del dissolvimento dell’impero asburgico, perse più 600.000 uomini (caduti) e lamentò un ancor più alto numero di feriti e mutilati, soldati in parte deceduti perché costretti a combattere dalla spietata logica della guerra, in parte coscientemente immolatesi in nome degli ideali della Patria, della Giustizia e della Libertà Nazionale.

Con nota n.2601 del 29 dicembre del 1917 l’ufficio matricola del 86º Reggimento di Fanteria dava comunicazione al Municipio di Lerici che il S.Tenente Canepa Manlio era morto il 19 Agosto del 1917, sul monte Vodice, sul campo e nella comunicazione di pregava di informare i famigliari della triste notizia con i dovuti riguardi, presentando le condoglianze del Reggimento.
Inoltre con nota n.1509 del 1 maggio 1918 la Prefettura comunicava al Sindaco di Lerici che sarebbero stati inviati gli effetti personali del tenente Canepa, e che il Sindaco avrebbe dovuto assicurarsi che gli stessi fossero recapitati alla famiglia dello sfortunato tenente.
Le sue spoglie riposano assieme a quelle di altre centinaia di giovani che si sono sacrificati per la patria, nel monumento eretto a Redipuglia a onore dei combattenti caduti nella guerra del 1915-1918 .

 

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